Rivestire le piscine

E’ già troppo tardi. Ho osservato che i lavori sulle piscine si fanno tutti a primavera inoltrata, quando è già troppo tardi per una corretta maturazione dei rivestimenti. Questa è la causa principale di mal di testa di chi affronta il problema di rivestire le piscine, qualsiasi sia il materiale scelto. L’ambiente della vasca infatti si differenzia da un normale lavoro di impermeabilizzazione/rivestimento almeno per due variabili fondamentali: l’acqua è aggressiva (cloro, sale o ossigeno) e soprattutto esercita una discreta pressione idrostatica. Molti materiali sono in grado di resistere perfettamente una volta che sono maturati correttamente, ma il prematuro riempimento della piscina può portare a distacchi, rigonfiamenti e scolorimenti del rivestimento.

Piscina rivestita con Ercole

Piscina rivestita con Ercole

Nel caso si voglia procedere con un materiale cementizio è bene ricordare che il tempo di maturazione è di almeno 4 settimane dopo la fine dei lavori. Gli eventuali protettivi trasparenti che si possono applicare sopra non modificano questo parametro, non è infatti possibile pensare che pochi micron di rivestimento possano fermare l’acqua in pressione.

L’altro aspetto fondamentale da considerare è l’impermeabilizzazione controterra, cioè dal lato opposto a quello interessato dal riempimento: nel caso di vasche o piscine interrate bisogna pensare anche all’acqua che dal terreno va verso l’interno. E’ molto più facile che un rivestimento si stacchi a causa di questo meccanismo, specialmente durante i periodi in cui la piscina è temporaneamente vuota per pulizia e manutenzione.

Partendo dall’ipotesi di una piscina adeguatamente dimensionata e realizzata in cemento armato, vi illustro di seguito la ricetta con prodotti Ecobeton per rivestire la piscina.

  1. Impermeabilizzazione del cls con Evercrete Vetrofluid. Si tratta di impermeabilizzare il calcestruzzo contro le infiltrazioni dell’acqua piovana dal terreno circostante. Vetrofluid è un impregnante che spruzzato sulla superficie migra spontaneamente all’interno del getto formando una matrice silicatica che satura definitivamente le porosità del calcestruzzo. E’ possibile applicarlo sia dal lato esterno (preferibile) che dal lato opposto, perché grazie alla penetrazione, resiste anche in spinta negativa (resa: 300-400 g/m2).
  2. Rendere la superficie sufficientemente scabrosa. Quasi sempre il getto in cassero lascia la superficie del cls troppo liscia per un adeguato aggrappaggio degli strati successivi. Una bocciardatrice o una semplice levigatrice orbitale può risolvere facilmente il problema.
  3. Applicazione di Bond-Kote Strutturale. Strutturale è una malta a basso spessore che si può applicare come un intonaco. La sua funzione è quella di regolarizzare la superficie di cls e di garantire uno strato minimo che possa resistere all’acqua in pressione (resa: 5-6 kg/m2).
  4. Strato finale di Ercole. Applicato in 1 o 2 mani, Ercole è una malta strutturale a bassissimo spessore. Si può spatolare o stendere con altri accorgimenti. La sua funzione in questo caso è di natura estetica, offre una finitura più liscia rispetto a Bond-Kote Strutturale e spesso viene colorato in impasto per mezzo di pigmenti minerali. E’ un materiale che può essere utilizzato in continuità anche sul bordo piscina, è antiscivolo e all’occorrenza può essere facilmente stampato o decorato (resa: 2-3 kg/m2).
  5. Protezione con Steinfix Plus o Gi.Gi. Sealer. I protettivi hanno la funzione principale di facilitare la pulizia della vasca e di preservare l’eventuale pigmento scelto. Non possono essere considerati impermeabilizzanti, il loro film è troppo sottile per resistere alla pressione dell’acqua.
  6. Aspettare 4 settimane prima del primo riempimento.
Piscina rivestita con Bond-Kote Strutturale

Rivestimento della piscina con Bond-Kote Strutturale in attesa di essere finita con Ercole

Una nota sul colore

Valutare il colore del rivestimento a piscina vuota non è di grande utilità, quello che conterà una volta che la piscina è piena è solo il colore dell’acqua. Scegliendo opportunamente il colore del rivestimento è possibile ottenere acqua verde smeraldo piuttosto che di un azzurro caraibico. Come regola pratica, se avete in testa una tonalità di acqua che vi piace, scegliete il rivestimento del colore della sabbia corrispondente. Con un rivestimento tinta “sabbia chiara” avremo l’acqua molto azzurra, con sabbia più tonalizzata l’acqua tende al verde. Anche il fatto che il rivestimento da bagnato possa avere un colore diverso che da asciutto è del tutto ininfluente: in natura cosa succede alla sabbia?

3 risposte a “Rivestire le piscine

  1. Aggiornamento: ho notato che talvolta gli applicatori realizzano sopra il getto in cls un massetto per le pendenze.
    Alcuni consigli in questo caso:
    1. Utilizzare sempre un massetto premiscelato o predosato. I massetti realizzati in cantiere con la sabbia e il cemento non sono adatti (alto rischio fessurazione)
    2. Mettere una rete in “fibra di vetro” annegata nel Bond-Kote Strutturale, in modo da mitigare la riflessione delle fessure dagli strati sottostanti.
    Il consiglio nr. 2 vale anche per le pareti della piscina se la tratta è più lunga di 10-12 metri.

  2. Sono il proprietario di una delle piscine che si vede rivestita con Ercole della ditta ecobeton, sono amareggiato perché non ho mai autorizzato a fare foto in cantiere e vorrei sottolineare che il prodotto ha degradato subito dopo un anno e lo sconsiglio vivamente a chiunque voglia fare una piscina… un prodotto scadente e un’assistenza inadeguata avendo chiamato l’azienda nella forma del suo rappresentante per la Toscana a constatare il pessimo risultato, mi sono ritrovato una consulenza inutile. Al momento della decisione di avvalermi della ditta ecobeton ho seguito esattamente il ciclo della ecobeton stessa…quindi: vetrofluid, Ercole strutturale e poi Ercole per finitura a finire il GG questa famosa membrana che a me è durata circa mezz’ora dal momento che ho messo l’acqua in piscina è incredibile ma vero si è dissolta esattamente nell’acqua creando anche delle macchie insomma una catastrofe.
    Sconsiglio vivamente sia il prodotto sia l’azienda in base alla mia esperienza, perché dopo 5 anni appena sono a rifare il rivestimento e probabilmente visto che si sta anche staccando (suona vuoto…) dovrò proprio ripartire da dall’intonaco.

    • Egregio Sig. Conti,
      mi dispiace molto che abbia avuto una brutta esperienza con i prodotti Ecobeton, e soprattutto che abbia ricevuto un supporto non adeguato alle Sue aspettative, visto che ne facciamo un nostro punto di forza e che il rappresentante per la Toscana ha sempre dimostrato grande professionalità e dedizione ai clienti. Capisco la Sua frustrazione, tuttavia stento a credere che la situazione sia così irrimediabile come l’ha descritta: se pensa che ci sia ancora la possibilità di farlo, mi impegno personalmente per aiutarLa a trovare una soluzione soddisfacente al Suo problema. Nel caso mi contatti in privato.

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