Pavimenti decorativi in cemento: punti da considerare

Negli ultimi anni sta crescendo progressivamente la popolarità del “cemento” nelle pavimentazioni di interior design, sia in ambienti residenziali che commerciali. E’ fondamentale fare chiarezza sia sulle aspettative a livello estetico che sulle procedure di corretta realizzazione, troppo spesso trascurate a favore di presunte esperienze decennali nel settore.

Quando si parla di interior design con il termine “cemento” si intende l’effetto estetico finale, tuttavia si possono distinguere diverse tecniche di realizzazione:

  • getto pieno in calcestruzzo: la tecnica di realizzazione è simile a quella utilizzata nelle pavimentazioni industriali, la finitura può essere di tipo elicotterata oppure levigata (polished concrete) come nel terrazzo alla veneziana.
  • Massetto a basso spessore: si realizza un massetto di 2-5 cm, con semina di aggregati nel caso di finitura levigata.
  • Rivestimento cementizio: rivestimento a bassissimo spessore (1-2 mm) di malta cementizia. La finitura è spatolata, cioè realizzata a mano con la cazzuola americana. Una successiva carteggiatura può mettere in ulteriore evidenza la lavorazione.
Rivestimento cementizio Venezia

Punta Dogana a Venezia, getto elicotterato (e trattato con Pavishield)

 

Massetto con Bonding Agent a Chiusaforte, elicotterato

Massetto con Bonding Agent a Chiusaforte, elicotterato

 

Spatolato Cementizio con Microbond

Spatolato Cementizio con Microbond

Crepe e fessurazioni

Il calcestruzzo può fessurare per varie ragioni, ne citiamo alcune di interesse:

  • durante le prime ore dal getto, per eccessiva evaporazione;
  • durante l’asciugatura/maturazione, cioè nelle prime settimane, a causa del ritiro igrometrico congenito nel calcestruzzo, oppure per fenomeni di curling;
  • A causa di shock termici (differenza fra temperatura giorno/notte maggiore di 10-12 gradi);
  • A causa di tensioni indotte dalla struttura e/o flessioni del solaio;

Nonostante le fessurazioni possano essere nascoste da un tappeto, le prestazioni strutturali ne risultano compromesse. Anche i massetti a basso spessore possono soffrire di fessurazioni, sia per propria composizione / posa in opera che per riflesso delle fessurazioni sottostanti. I rivestimenti cementizi tecnicamente non possono fessurare, ma riflettono immediatamente ciascuna fessurazione del supporto sottostante: è chiaro quindi che nel caso di massetti a basso spessore e rivestimenti cementizi è fondamentale che il supporto sottostante sia già maturo, privo di fessurazioni e strutturalmente sano; è altrettanto importante riportare rigorosamente i giunti nel rivestimento applicato.

I fattori che incidono sulla formazione di tali crepe sono:

  • Posizionamento dei giunti e dimensioni delle lastre
    Lastre continue di pavimento più grandi di 4 m in ogni direzione, oppure di forma allungata, sono soggette alla formazione di fessurazioni. Per tenere sotto controllo la formazione di una crepa, piuttosto che lasciare che si sviluppi a caso, è consigliabile predisporre dei giunti per indurre la formazione della fessurazione lungo il giunto, mantenendo integro l’aspetto estetico. Una regola per calcolare il posizionamento dei giunti è: la dimensione massima dell’area dovrebbe limitarsi a 40 volte lo spessore della lastra del pavimento; ad esempio, per una lastra di spessore di 100 mm, 40×100= 4 m. Angoli rientranti dovrebbero essere evitati dove possibile, e giunti isolanti dovrebbero essere predisposti per isolare il pavimento da pareti, colonne o altri elementi di intrusione nelle lastre.
  • Riempimento dei giunti
    Nel caso sia presente il riscaldamento a pavimento, oppure a causa degli impianti di condizionamento i giunti possono espandersi o chiudersi, pertanto si raccomanda l’uso di un filler che sia flessibile per riempire i giunti.
  • Controllo delle fessurazioni
    Nei getti di calcestruzzo il ritiro e quindi le fessurazioni possono essere controllate o attraverso la rete metallica, opportunamente dimensionata e posizionata all’interno del getto oppure attraverso l’utilizzo di fibre disperse nell’impasto. La seconda tecnica è preferibile tranne che nel caso di finitura levigata. Nei massetti a basso spessore e nei rivestimenti cementizi viene talvolta utilizzata una retina detta “in fibra di vetro” o un tessuto per fare ponte nei giunti o nelle fessurazioni esistenti. Spessissimo si osservano degli errori in questo tipo di applicazioni con conseguenti difetti estetici o funzionali della pavimentazione.
  • Barriera al vapore
    agisce come strato di scorrimento, permettendo alla lastra di calcestruzzo di muoversi con una minima costrizione dalla base. La barriera dovrebbe essere posata il più possibile in maniera liscia: pieghe o grinze provocano costrizione e possono indurre fessurazioni.

1) Protezione della superficie.

Le superfici in calcestruzzo non sono impermeabili pertanto, nel tempo, potrebbero crearsi macchie permanenti. Sia nel residenziale che nel commerciale, si raccomanda di applicare un protettivo come Cerbero Sealer o GG Sealer per bloccare la penetrazione di oli e sporcizia all’interno del cementizio. Si raccomanda un trattamento periodico per assicurare durabilità e lucentezza. – Superfici scivolose: l’applicazione di un protettivo high-gloss per proteggere e rafforzare la superficie decorativa potrebbe ridurne il grip, specialmente se il pavimento è bagnato. A questo si può rimediare mescolando un additivo antiscivolo nel sealer prima dell’applicazione.

2) Manutenzione

Sebbene i rivestimenti cementizi siano relativamente facili da mantenere, essi non sono esenti da manutenzione. Per la maggior parte delle applicazioni domestiche, caratterizzate da un leggero traffico e da una pulizia regolare, si richiede una manutenzione annuale. Generalmente, alcuni pavimenti richiedono una manutenzione ogni 1-5 anni, a seconda dell’uso. Nel commerciale, le pavimentazioni possono richiedere una rifinitura superficiale ogni 5 anni. L’utilizzo di Steinfix 60 come detergente quotidiano allunga notevolmente la durata dei protettivi superficiali e riduce drasticamente la necessità di protezione

3) Riassunto

I pavimenti in cemento vengono spesso erroneamente considerati economici da costruire. Il costo di una superficie decorativa può superare quello di un rivestimento a basso costo o dal prezzo medio, sebbene sia comunque una valida alternativa alla ceramica, all’ardesia e al marmo. L’aspettativa di durata di un rivestimento cementizio decorativo supera la maggior parte dei rivestimenti realizzati con altri materiali, ammortizzando così il suo costo iniziale. La fascia di prezzo per un rivestimento cementizio dal 2011 si aggira tra le 90 e le 200 euro a mq Sebbene non ci sia un minimo di dimensione per realizzare una superficie liscia, è necessario considerare che più l’area di lavoro è piccola, maggiori sono le difficoltà che si incontrano, in particolare per la finitura.

Rispondi