Pavimenti: la deformazione della superficie (curling)

Curling su pavimento in cls

Fenomeno dell’imbarcamento, o “curling”

Uno dei tipi di degrado che portano alla deformazione superficiale delle piastre è il curling.

Questa è la deformazione delle estremità e degli angoli di una piastra (riquadro o quadrotto delimitato da giunti di dilatazione) in assenza di carichi.

Se causata da una variazione di umidità questa deformazione è chiamata warping. Se causata da delta di temperatura, viene chiamata curling.

Nei getti sottili, se il suolo è umido, la parte inferiore del getto si matura in condizioni igrometriche ideali mentre la parte superiore subisce un’essicazione accelerata, specialmente in condizioni di forte ventilazione o irraggiamento diretto.

Fra le due “facce” del getto viene a crearsi uno sforzo differenziale dovuto al diverso ritiro igrometrico che porta all’imbarcamento della piastra.

Spesso si osserva un sollevamento degli angoli del quadrotto, anche se sono possibili specifici stati fessurativi.

Un rimedio efficace consiste nell’eseguire immediatamente la stagionatura umida del getto. L’utilizzo di Pavishield come antievaporante assicura una corretta stagionatura del calcestruzzo anche nelle condizioni climatiche più estreme.

Nei getti spessi invece, (cioè di almeno 40-50 cm) si possono sviluppare alti gradienti di temperatura fra il lato superiore e quello inferiore del getto. In genere il calore di idratazione, cioè il calore sviluppato dalla reazione esotermica del cemento, può portare la temperatura all’interno del getto a livelli molto superiori di quelli della superficie. L’idratazione avverrà più rapidamente all’interno del getto che nella superficie, modificando così il coefficiente di creep del celcestruzzo: in pratica diminuisce la capacità di sopportare stress termici da parte del getto, e si creano delle fessurazioni.

Abbiamo osservato che tale problema si acuisce in alcuni periodi dell’anno ben definiti, in genere in primavera e in autunno.
Nei periodi di transizione infatti, non è raro che la temperatura notturna scenda anche oltre 10-12°C rispetto a quella diurna, condizione che favorisce appunto il curling da delta termico.

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