Il curling: l’imbarcamento delle piastre in calcestruzzo

Avete mai notato fessurazioni semicircolari in corrispondenza dei giunti di una pavimentazione industriale oppure dei rigonfiamenti sospetti in prossimità degli stessi? Se sì, sappiate che la pavimentazione è affetta da curling.

Il curling è la deformazione superficiale delle piastre in calcestruzzo che interessa soprattutto piastre di grandi dimensioni, principalmente impiegate per scopi industriali e civili (grandi pavimentazioni, unità produttive, piste aeroportuali, hangar, viadotti…). Si manifesta agli angoli della piastra, in prossimità dei giunti, ove si può osservare un sollevamento degli angoli del quadrotto, talvolta accompagnato da fessurazioni.

Il curling è causato dalle “contrazioni differenziali tra la superficie superiore e quella inferiore della piastra a causa della diversa evaporazione delle stesse“. Cosa vuol dire? In poche parole significa che lo strato superficiale del getto indurisce più rapidamente rispetto allo strato sottostante che resta deformabile più a lungo causando rialzi, rigonfiamenti e deformazioni. Le condizioni meteorologiche possono aggravare la situazione: raggi solari, vento e alte temperature contribuiscono ad accelerare l’evaporazione dell’acqua nello strato più superficiale. Di contro, il calore di idratazione, cioè il calore sviluppato dalla reazione esotermica del cemento, può portare la temperatura all’interno del getto a livelli molto superiori di quelli della superficie. L’idratazione avverrà più rapidamente all’interno del getto che non in superficie superficie, modificando così il coefficiente di creep del celcestruzzo: in pratica diminuisce la capacità di sopportare stress termici da parte del getto e si creano fessurazioni.

I fattori che determinano l’imbarcamento sono:

– lo spessore del supporto

– la quantità di acqua presente nell’impasto

– condizioni climatiche e temperatura

– una maturazione insufficiente

Tipiche fessurazioni da curling in corrispondenza dei giunti

Tipiche fessurazioni da curling in corrispondenza dei giunti

Abbiamo osservato che tale problema si acuisce in alcuni periodi dell’anno ben definiti, in genere in primavera e in autunno.
Nei periodi di transizione infatti, non è raro che la temperatura notturna scenda anche oltre 10-12°C rispetto a quella diurna, condizione che favorisce il curling da delta termico.

Il rialzo delle piastre può arrivare fino a 18 millimetri rispetto al piano originale causando notevoli difficoltà al traffico veicolare (ai carrelli elevatori, per esempio) e richiedendo importanti interventi di ripristino. Per eliminare l’imbarcamento a pavimento finito è necessario attendere 2-3 mesi dalla fine dei lavori (sperando che la committenza abbia tempo da perdere e che la pavimentazione non ospiti impianti produttivi o un magazzino di stoccaggio in questo lasso di tempo). Si procede con la scarificatura delle parti imbarcate per una profondità di qualche centimetro per un’area che varia dai 10 ai 40 cm in senso orizzontale; eventuali vuoti che si sono creati a causa delle tensioni tra fondo e strato superficiale vanno riempiti con una boiacca o l’iniezione di una resina espandente; infine, si ricostruisce con una malta o una resina epossidica chiusa a rasare.

Anche se è possibile riparare l’imbarcamento nella maggior parte delle piastre, è sempre preferibile ridurne l’entità con la prevenzione per evitare contenziosi e clienti insoddisfatti. Basta tenere alcuni semplici accorgimenti:

– l’impiego di calcestruzzo a ritiro compensato

– uno spessore adeguato del getto

– l’utilizzo di Evercrete Pavishield come antievaporante per assicurare la corretta stagionatura del calcestruzzo.

Il vostro committente vi ringrazierà e voi dormirete sonni tranquilli.

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