Il calcestruzzo “estremo” degli impianti di biogas

Come verificare se un protettivo per calcestruzzo è efficace? Basta testarlo in condizioni estreme! Trattare il calcestruzzo di un impianto di biogas potrebbe essere una bella sfida per verificarne efficacia e durabilità.

Negli impianti di produzione di biogas, infatti, il degrado delle pavimentazioni dei silos che ospitano le biomasse e quello dei digestori è una questione ormai nota.

L’acido lattico che percola sul fondo delle trincee, ad esempio, da “giovane” può presentare un livello di pH pari a 4,5, in pieno contrasto con quello della matrice cementizia di cui è composta la pavimentazione, che è generalmente molto basico. Oltre all’attacco chimico severo, non trascurabile è il fenomeno di usura dovuta allo sfregamento delle benne per la movimentazione della biomassa. Per non parlare di tutti i comuni fattori che innescano il degrado del calcestruzzo che sono l’evaporazione eccessiva dell’acqua dal momento di esecuzione del getto, il fenomeno dello spolvero, la risalita di umidità capillare attraverso il getto, i cicli gelo/disgelo durante l’inverno, lo scartellamento della superficie, i fenomeni di pop-out, ecc.

All’interno dei digestori anaerobici, soprattutto nella parte più alta, troviamo un attacco chimico innescato da gas quali nitrati e solfati che, legandosi all’H2S, sviluppano composti acidi altamente corrosivi (es. acido solforico). Lo stazionare di anidride carbonica porta poi a fenomeni di carbonatazione all’interno della matrice cementizia, compromettendone struttura e durabilità.

Per le pavimentazioni delle silos-trincee, è frequente l’utilizzo delle fibre in polipropilene che contrastano il ritiro e che risultano particolarmente adatte perché resistono bene all’ambiente chimico aggressivo. Ci risulta che solo la parte alta dei digestori venga protetta con una speciale guaina chiamata “wire tarp” ma la posa risulta non semplice e ci si deve affidare a ditte specializzate, pena il rischio di distacco. Difficile poi contare sul fatto che queste guaine possano garantire protezione e adesione per molti anni poiché non costituiscono un sistema integrale di protezione del calcestruzzo.

Quindi, abbiamo testato Evercrete Vetrofluid sia in laboratorio che sul calcestruzzo degli impianti di biogas. In tutta Europa. Fin dal 2008. Elenco delle nostre referenze a disposizione, in caso di interesse. In pratica, Evercrete Vetrofluid sigilla le porosità del calcestruzzo, vetrifica all’interno conferendo proprietà protettive contro il degrado dall’attacco acido. Dopo 4 anni di utilizzo il calcestruzzo si presenta perfettamente intatto. Una tecnologia innovativa ma dal semplice utilizzo realmente efficace per la protezione del calcestruzzo anche in situazioni estreme. 

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