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Trasmissione del calore for dummies (TERZA PARTE)

L’irraggiamento è l’ultimo dei tre meccanismi di trasmissione del calore, e solo ultimamente ha avuto attenzione da parte del mondo dell’edilizia.
Il corpo umano è molto sensibile a questo tipo di trasporto di calore e da esso spesso dipende la sensazione di benessere che proviamo.
Tramite l’irraggiamento si trasmette il calore che riceviamo dal sole, i cui “raggi” attraversano i 150 milioni di kilometri di spazio vuoto prima di ustionare le nostre chiappe in spiaggia.
In realtà tutti gli oggetti, e specialmente quelli molto caldi, emettono questo tipo di onde. E’ bene sapere che tale portentosa forma di energia può essere riflessa, come in uno specchio, con notevoli benefici.
Alcuni esempi di cose che traggono beneficio da questo meccanismo sono il thermos per le bevande calde oppure il forno a legna per le pizze.
Le coperte isotermiche (un altro esempio) sono dei dispositivi medici utilizzati nel primo soccorso per scaldare corpi raggelati oppure per raffreddare chi ha preso un colpo di sole. Si tratta di un sottilissimo foglio argentato da una parte e dorato dall’altra. La parte argentata funziona proprio con il meccanismo della riflessione del calore: perchè mettono un foglio di “carta stagnola” invece che usare una bella coperta di lana? Perchè la lana (meccanismo della conduzione) rallenta la perdita di calore ma se sono già un ghiacciolo la coperta isotermica è molto più veloce ed efficace perchè moltiplica e riflette il calore del corpo.

Esempio di coperta isotermica. Fonte Wikipedia, R.Kieselmann, licenza CC-BY-SA


 
La sensazione di benessere del corpo umano infatti non dipende solamente dalla temperatura, ma anche da come viene disperso il calore. Ad esempio, se tocchiamo un pezzo di metallo e uno di legno da qualche ora nella stessa stanza, il metallo ci sembrerà più “freddo” del legno, anche se in realtà sono alla stessa temperatura. Allo stesso modo, se stiamo vicino ad una finestra avremo una sensazione di freddo mentre se ci spostiamo vicino alla parete (magari piastrellata o ricoperta di perline) ci sembrerà un posto più confortevole, pur essendo la stanza tutta alla stessa temperatura (mai provato in aereo la differenza finestrino/corridoio?).
Che impatto ha quindi l’irraggiamento nelle nostre abitazioni? D’estate, quando batte il sol leone (che è tutto irraggiamento), il calore trasmesso viene rallentato dai muri perimetrali ma essenzialmente prima o poi si riversa nell’edificio: insomma, il calore accumulato durante il giorno ce lo becchiamo di notte proprio quando vorremmo dormire. Se ci fate caso, spesso nelle notti estive è molto più fresco sul poggiolo che in casa. L’isolamento classico quindi può solo operare per “sfasamento”, ma non sarebbe meglio tenere fuori il calore in modo che il muro non si scaldi proprio?
Allo stesso modo in inverno la componente del calore dovuta all’irraggiamento (del caminetto, della stufa, del termosifone…) se ne va indisturbata attraverso i muri senza incontrare ostacoli. Non sarebbe meglio tenerla in casa?
A tutto questo servono i materiali che operano, del tutto oppure accoppiati ad un isolante classico, tramite la riflessione dell’irraggiamento.
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